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Picchio nero

Nome scientifico

 

Dryocopus martius

 

Nomi comuni

 

Picchio nero

 

Stato di conservazione

 

Rischio minimo

 

Descrizione e abitudini

 

Il Picchio nero è una specie maggiormente diffusa in ambiente montano, ma può essere visto o udito anche all’interno del Parco dei Colli. È completamente nero, con l’occhio di colore biancastro e la parte superiore del capo rossa (per l’intera lunghezza nel caso del maschio, solo la parte posteriore per la femmina). Maschi e femmine sono distinguibili già da giovani.
Si nutre di insetti, che individua scavando nel legno di alberi sia vivi che secchi, ma anche rovistando nei formicai. Possiede una lunga lingua che, insieme ad una saliva vischiosa,  gli consente di catturare le prede nei fori da lui stesso prodotti.
Nidifica da marzo a inizio estate, e nel periodo primaverile tambureggia a raffica sugli alberi, risultando udibile fino a 4 km di distanza. 
Distribuzione e habitat

 

Il Picchio nero è diffuso in Eurasia, a partire dalla Spagna settentrionale sino alla penisola di Kamčatka, risultando del tutto assente nell’arcipelago britannico. In Italia è diffuso sull’arco alpino e presente sporadicamente nell’Appennino. Nidifica principalmente in faggete e foreste di conifere. Nel Parco non è frequente, ma può essere visto o udito nelle aree boschive.

 

Curiosità

 

I nidi di Picchio nero sono distinguibili da quelli delle altre specie di picchio diffuse nelle nostre zone (come il Picchio verde o il Picchio rosso maggiore) in quanto l’apertura non ha una forma tonda, ma ovale, allungata in direzione verticale e alta almeno 9 cm.
Ogni anno il Picchio nero realizza un nuovo nido. I nidi abbandonati sono un’importante risorsa per gli altri abitanti della foresta: vengono infatti riutilizzati da molte altre specie, tra cui rapaci notturni come la Civetta capogrosso o l’Allocco, diverse specie di cince, ma anche mammiferi tra cui scoiattoli, ghiri, pipistrelli ed alcune specie di api selvatiche. 

Autore
Luigi Pezzotta

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