Per riconoscere una pianta e attribuirle un nome che la identifica come specie, occorre procedere metodicamente all’esame dei caratteri della pianta stessa.

Si comincia dalla classificazione del Gruppo:

Gimnosperme (a seme nudo) e

Angiosperme (a seme protetto)

Le Angiosperme poi tra monocotiledoni e dicotiledoni.

Successivamente si passa alla classificazione della Famiglia, del Genere e della Specie.

Per coloro che non vogliono entrare troppo sei sistemi di classificazione, ma desiderano semplicemente capire che pianta si trovano davanti, la prima distinzione va fatta tra:

Conifere (con foglie aghiformi)

Latifoglie (con foglia larga)

La seconda distinzione va fatta tra:

piante sempreverdi (che conservano le foglie anche durante il periodo di riposo vegetativo)

piante a foglie caduche (che perdono le foglie in autunno e le rinnovano in primavera).

Fatta eccezione per il Larice (che non dovrebbe essere presente nella fascia vegetazionale in cui rientra il Parco dei Colli di Bergamo) tutte le conifere sono piante sempreverdi.

La maggior parte delle latifoglie presenti nei boschi della fascia montana e pedo-collinare in cui ricade il Parco, sono a foglia caduca.

Per un riconoscimento più immediato degli alberi può bastare l’esame dei più evidenti caratteri morfologici come: il portamento, la chioma, la corteccia, le foglie, i fiori ed i frutti.

Foglie, fiori e frutti hanno caratteristiche ben distinte tra le diverse specie e da un loro esame si può individuare la pianta con buona sicurezza.

L’osservazione invece del portamento, della chioma e della corteccia richiedono una conoscenza più approfondita perché questi caratteri variano molto con l’età della pianta, con le condizioni di sviluppo e con il contesto in cui la pianta è cresciuta, ossia se isolata o circondata da altre piante all’interno di un bosco.