A differenza delle foreste vergini dove l’accrescimento delle masse vegetali è compensato dalla morte e successiva decomposizione degli alberi vecchi, il tutto senza l’intervento dell’uomo, i nostri boschi invece hanno bisogno di essere governati. 

La principale azione con cui l’uomo tratta il bosco è il taglio.

A seconda della modalità di governo i boschi si distinguono in:

boschi d’alto fusto

boschi cedui

Il bosco d’alto fusto si ha quando la giovane pianta che interviene nella rinnovazione del bosco proviene direttamente dalla germinazione del seme. Ne consegue che dal punto di vista selvicolturale, il significato di alto fusto è messo in relazione all’origine della pianta e non al suo stato di sviluppo.

Quando invece il bosco si rinnova attraverso l’emissione di polloni dalle ceppaie tagliate, si origina il bosco ceduo. Quando la pianta si rinnova dopo il taglio, solo la parte aerea viene rigenerata mentre quella ipogea (radici e ceppaia) permane e continua a fornire alimento ai nuovi polloni. Questa particolare forma di accrescimento è caratteristica delle Latifoglie mentre è praticamente assente nelle Conifere.

Nei nostri boschi convivono spesso piante d’alto fusto con piante originate da pollini; in questo caso (ma non solo in questo) il bosco si definisce bosco misto.

Dal punto di vista delle specie che lo compongono i boschi si distinguono in:

boschi di conifere

boschi di latifoglie

I boschi di conifere, detti anche di aghifoglie o resinose, sono composti prevalentemente da pini, abeti e larici. Presentano foglie aghiformi e frutti a cono. Ad eccezione del larice non perdono le foglie durante l’inverno.

I boschi di latifoglie sono costituiti prevalentemente da specie come le querce, il castagno, l’acero, il tiglio, il faggio e la betulla. Hanno foglie generalmente larghe e nelle nostre regioni temperate perdono le foglie in autunno. Fanno eccezione alcune specie come il Leccio che ha invece foglie persistenti.

Se si prende in considerazione l’età delle piante che popolano i nostri boschi, questi li possiamo distinguere in:

boschi coetanei

boschi disetanei

Nei boschi coetanei le piante hanno tutte la stessa età, o quasi. Questo denota un impianto avvenuto nella maggior parte dei casi artificialmente ad opera dell’uomo.

Nei boschi disetanei troviamo piante o gruppi di piante di età differente. Questo tipo di bosco si origina naturalmente (come nelle foreste vergini) e rappresenta da noi il tipo di bosco più diffuso. Con il taglio selettivo l’intervento da parte dell’uomo può essere volto a mantenere e preservare questa tipologia di bosco.

Per finire, un’ultima distinzione è rappresentata da:

boschi puri

boschi misti

Nel primo caso il bosco è costituito da una sola specie di piante. Nel secondo è composto da due o più specie di piante.

In natura i boschi migliori sono prevalentemente misti e disetanei, questa diversificazione assicura un migliore adattamento delle piante al complesso ecosistema del bosco, ecosistema che varia la luogo a luogo in funzione dei fondamentali fattori di vita ed accrescimento delle piante quali la luce, l’acqua e sub-strato del terreno.