Considerata l’incarnazione della furbizia, la volpe ha sempre dato un tocco di mistero e di colore a tante tradizioni popolari, ma la sua fama ha contribuito anche a screditare l’immagine di questo animale, un po’ come è accaduto in fondo con il lupo.

Di certo la volpe è il carnivoro selvatico maggiormente diffuso tra tutte le specie appartenenti alla famiglia dei Canidi (Canidae). La sua presenza è ampiamente documentata anche nel Parco dei Colli di BergamoE’ un animale prevalentemente notturno ma che può muoversi anche di giorno quando non avverte pericoli. Il principale nemico della volpe è l’uomo che la caccia fin dalla più remota antichità per la sua subdola scaltrezza, grazie alla quale insidia e devasta i pollai domestici.

Gli antichi Greci, grandi cultori della zoofisiognomica, ossia della teoria (infondata nda) per la quale il carattere delle persone e anche degli animali sarebbe deducibile dal loro carattere fisico, attribuivano al muso lungo e affilato della volpe, indice di intelligenza e furbizia. In realtà la volpe è un animale molto pauroso e abitudinario, che mangia anche la spazzatura. Nemmeno nella caccia rivela particolare abilità e conduce una vita sociale piuttosto scarsa. Durante il giorno si ripara sotto i cespugli e nelle tane che è solita scavate, o in quelle abbandonate da altri animali. Oggi la sua presenza è stata sempre più avvistata anche nelle città dove trova ricovero nei giardini o nelle aree dismesse.

Non esiste un censimento esaustivo dei popolamenti di volpe sul territorio italiano, tuttavia a partire dagli anni 80 ha progressivamente riguadagnato molti territori dalla pianura alla montagna occupando tutti gli habitat idonei. La densità media più probabile si aggira intorno a 1-2,5 volpi/km² ma non si possono escludere valori più alti in aree ristrette (Boitani et al. 2003).

Normalmente forma gruppi familiari composti da un maschio e varie femmine (fino a 6) con i loro piccoli. Tra le femmine esiste un sistema gerarchico che limita la capacità riproduttiva. Quando in un gruppo partorisce più di una femmina, l’allattamento avviene in forma comunitaria. I giovani di solito 4 o 5, nascono nella tarda primavera. Sono attivi e svezzati dopo circa sei settimane, ma stanno con la madre sino all’autunno.

In Europa la volpe è stata il principale vettore di trasmissione della rabbia. Il virus della rabbia viene trasmesso con la saliva. La volpe malata mostra scarso timore e si avventura nel territorio di volpi estranee cercando il combattimento e favorendo così la diffusione infettiva del virus (lyssavirus).

Individui malati sono stati segnalati in Friuli Venezia Giulia, per la vicinanza con la regione Slovena, e in Trentino Alto Adige, per migrazione dal vicino confine con l’Austria. Le vaste campagne di vaccinazione delle volpi contro la rabbia si sono rilevate efficaci tanto che oggi in Europa occidentale questa temuta malattia è in buona parte sotto controllo. E’ bene precisare che ad oggi non sono stati registrati casi di rabbia in Lombardia.